Londonde’s Weblog

Agosto 13, 2008

Bella realtà, ma dal 17 si ferma per lavori

Archiviato in: news online — Tag:, , , , , , , — londonde @ 12:11 pm

Sant’Abbondio, in via Boifava, è un impianto per tutte le stagioni: d’inverno funziona la vasca coperta, mentre d’estate si può contare su una vasca esterna di 50 metri che si adatta forse più a chi voglia di nuotare davvero e non solo giocare. In compenso l’ambiente è gradevole: mattonelle rosse su cui stendere la salvietta, un giardino esterno con giochi e alberi per fortuna frondosi. La musica si diffonde dal piccolo chiosco. Spogliatoi e bagni sono in buone condizioni. Che cosa chiedere di più? Che non chiudano per esempio: e invece l’impianto chiuderà i battenti il 17 agosto per restauri. Iniziarli a fine agosto pare cosa impossibile se si vuole restituire a novembre l’impianto per la stagione invernale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=283001

Vendite in calo ma l’utile cresce

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Buzzi Unicem chiude i primi sei mesi con un utile netto a 211 milioni (più 8,4%) di cui 168,7 attribuibili agli azionisti della società (più 3%). Il fatturato consolidato è cresciuto del 3,8% a 1.739,8 milioni e il margine operativo lordo a 456,9 milioni (più 6,4%). Le vendite di cemento, sottolinea una nota, hanno registrato nel periodo una diminuzione del 4,3% attestandosi a 16 milioni di tonnellate a causa della debolezza registrata in Italia e Usa parzialmente controbilanciata dall’andamento positivo riscontrato in tutti i Paesi emergenti e dell’Europa centrale. Stabili le vendite di calcestruzzo preconfezionato.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=282969

Agosto 4, 2008

Tor Cervara, in fumo un magazzino

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Incendio ieri mattina, poco prima delle 9, in un magazzino di legname a Tor Cervara, in via Sant’Angelo Romano 63. I vigili del fuoco, ricevuta l’allerta, sono intervenuti inizialmente con otto mezzi e poi con altri «rinforzi», e hanno impiegato tutta la giornata fino a notte fonda per spegnere le fiamme che hanno avvolto il capannone di circa mille metri quadri.L’incendio, seppur di vaste dimensioni, è rimasto circoscritto all’area del deposito senza allargarsi alle aree circostanti, ma distruggendo quasi completamente il magazzino e mandando in fumo anche diversi pannelli in eternit, il materiale tossico contenente amianto.Proprio per la presenza dei pannelli in cemento-amianto nella struttura, come ha riferito il proprietario ai responsabili dei vigili del fuoco, erano in corso lavori di smantellamento del tetto, affidati a una ditta specializzata. Quanto all’ipotesi di un’origine dolosa, il proprietario della falegnameria, che si trova in una zona industriale e quindi per fortuna lontana dalle abitazioni, ha raccontato di non aver mai ricevuto minacce di alcun genere. I vigili del fuoco sono al lavoro anche per indagare su quali siano le possibili cause dell’incendio. Sul posto, ieri mattina, sono arrivati anche i carabinieri della stazione di San Basilio e una pattuglia del V gruppo della polizia municipale.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280908

L’ultima sfida: guida chi beve di più

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La nuova moda, all’uscita delle discoteche, è fare a gara di etilometro. Misurare il tasso alcolico prima di rimettersi in macchina e affrontare le pattuglie appostate agli incroci non serve per mettersi al riparo dal rischio di incidenti e multe salate. Serve solo a dimostrare quanto si è «fighi». A conquistare le ragazze e a divertirsi. La coda cresce. Tutti vogliono provare. Entrare in classifica.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280783

Un numero 10 tutto genio e sregolatezza

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Segni particolari: fantasista. Evaristo Beccalossi - classe 1956, coniugato e padre di una splendida ragazza, Nagaja - è stato il classico numero 10. Genio e sregolatezza, ha fatto impazzire di goduria i tifosi nerazzurri per tutte le sei stagioni, dal 1978 all’84, in cui ha indossato la maglia dell’Inter, squadra di cui è rimasto tifoso. Non poteva che essere così per uno che, nell’80, con quella maglia ha vinto pure uno scudetto, «giocando in una squadra tutta italiana» tiene lui stesso a far notare.Adesso fa l’opinionista tv a Telelombardia e Antenna 3, oltre al commentatore per Rai e Mediaset.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280895

LA NOTIZIA: NAPOLI PULITA

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1) Napoli ripulita 28,5%2) Riccò accusato di doping 21,4%3) Salvati i due alpinisti sul Nanga Parbat 16,3%4) Il libro postumo di 10,5%5) Liberata Ingrid Betancourt 7,8%

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280825

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Archiviato in: free news — Tag: — londonde @ 2:18 am

In linea di principio i poeti sono traduttori, anche se non tutti traducono. Ma perché - si chiedeva tempo fa Nicola Gardini in un bell’articolo su Poesia - alcuni di loro si ostinano a scrivere cose illeggibili o da quattro soldi, che soddisfano solo il loro narcisismo, anziché tradurre buoni poeti da qualche lingua straniera? Attraverso la traduzione, almeno, sperimenterebbero un contatto diretto con la bellezza e avrebbero un termine di paragone sulla loro bravura. Ma nessuno, si sa, ascolta i buoni consigli.Un poeta che ha realizzato la sua opera quasi esclusivamente nella traduzione è l’inglese Edward Powys Mathers. Nato nel 1892 a Forest Hill (Londra), dove morì nel 1939, di lui si sa ben poco, perché condusse vita da recluso. Studiò a Oxford ed ebbe una moglie, Rosamund (ma gli piacevano anche gli uomini), che in un commovente ritratto lo descrive come geniale e malinconico, schivo e malato, fisicamente basso e grassoccio. Aveva due grandi passioni: la poesia e l’enigmistica. Sfogò la prima soprattutto traducendo poeti, antichi e no, dal sanscrito, dal cinese, dal giapponese e da altre lingue orientali, di cui peraltro aveva scarsa conoscenza (si basava sempre su altre traduzioni, soprattutto francesi). Della seconda fece invece una professione, diventando un compilatore di cruciverba leggendari per quanto erano ardui, e che per tredici anni pubblicò sull’Observer con lo pseudonimo di «Torquemada».Buon poeta in proprio, il suo capolavoro è tuttavia una traduzione, Black Marigolds and Coloured Stars (Fiorranci neri e stelle colorate), dall’antico poemetto sanscrito Caurapañcáziká, lamento amoroso in 50 strofe di un giovane condannato a morte per aver amato la figlia del re.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=280623

Luglio 16, 2008

I saggi apocalittici

Archiviato in: top news — Tag:, — londonde @ 10:48 pm

La passione per complotti, intrighi, malapolitica, e crimini vari sta conquistando il pubblico della saggistica italiana. Da Gomorra, il romanzo-saggio sulla mafia di Roberto Saviano, alle «mappature castali» degli ottimi Stella e Rizzo (La deriva. Perché l’Italia rischia il naufragio e La casta), ai manuali «igienisti» della coppia Travaglio-Gomez contro il contagio sociale (Se li conosci li eviti), l’editoria italiana sta diventando una dettagliata «mostroteca», nella quale non manca nessuno, dai grassatori ai corrotti, dai mafiosi ai «barbari». Non si presentano invece all’appello degli interessi dei nostri intellettuali, i libri in positivo, non si pretende il classico Come diventare miliardari di Dale Carnegie, ma neppure l’attuale Il cervello infinito di Norman Doidge, che racconta le fantastiche possibilità della mente umana svelate dalle neuroscienze. La vita, lo sviluppo, non vince premi, non va in classifica. Appassiona la morte, il degrado, ciò che non funziona e inquieta. L’entusiasmo poi è solo cattivo gusto, da cui tenersi alla larga.Perché ha così tanto successo la saggistica «apocalittica»? Soprattutto per la sua capacità di farti vedere i «mostri», come qualcosa che è sempre, e comunque, fuori di te. Insomma, lo sbagliato non sei mai tu. Il che non equivale a garantirti che invece tu vai bene, ma quasi. Anche perché, fatalmente, leggendo le cattiverie dei «mostri», un po’ ti arrabbi, e quindi ti senti già quasi buono.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276421

Il Pd vota contro il porto di Savona

Archiviato in: design news — Tag:, , , — londonde @ 9:22 pm

Il Partito democratico si spacca sulla proposta di riconferma di Cristoforo Canavese a presidente dell’Autorità portuale di Savona, che pure aveva sostenuto a spada tratta fino alla vigilia della discussione di ieri in Commissione parlamentare Lavori pubblici. Cosa sia successo nel frattempo, dietro le quinte, fa parte dei misteri che accompagnano da sempre le vicende della sinistra. Fatto sta che Canavese, dopo l’appello bipartisan lanciato nei giorni scorsi dall’onorevole Sandro Biasotti (Pdl), è stato votato a Palazzo Madama da 11 senatori della maggioranza, mentre i 7 rappresentanti del Pd e di Italia dei valori si sono messi improvvisamente di traverso astenendosi. Ma poiché, al Senato, le astensioni contano come voti contrari, «l’episodio vale - sottolinea il senatore di Fi-Pdl, Franco Orsi - come l’ennesima dimostrazione di come il Pd sia allo sfascio e a rimorchio di Di Pietro». Tant’è che gli stessi parlamentari del partito di Walter Veltroni eletti in Liguria Mario Tullo, Andrea Orlando, Roberta Pinotti e Massimo Zunino sparano a zero sui colleghi: « Apprendiamo con stupore e amarezza - dichiarano - l’astensione espressa dal capogruppo del Pd in Commissione, Marco Filippi. Una scelta sbagliata per il giudizio estremamente positivo sul lavoro svolto da Canavese, e per l’intesa tra enti locali savonesi e Regione Liguria, frutto di un accordo che riteniamo vada rispettato in nome dell’autonomia dei territori».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276520

Mestre, lezione di spreco:

Archiviato in: great news — Tag:, , , , , — londonde @ 9:19 pm

Venezia - Il conto, neanche tanto salato, viene presentato a stretto giro di posta. Maria Teresa Gobbi, dirigente scolastico dell’Istituto tecnico aziendale «Antonio Pacinotti» di Mestre, è stata trasferita all’Ipsia «Mons. V. D’Alessi» di Portogruaro. Non c’è conferma ufficiale che si tratti di una punizione, neanche dalla direttrice dell’Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo, ma se nei normali ambienti di lavoro un trasferimento è considerato normale, nella galassia del pubblico impiego è invece visto come una condanna severissima. Se poi la comunicazione arriva poco dopo l’ispezione disposta dal medesimo Ufficio, il trasferimento ha il sapore di una sentenza inappellabile.

La «colpa» della Gobbi? Spreco dei soldi del contribuente, visto che al «Pacinotti», durante il suo periodo di reggenza, c’è stata una classe che per mesi è andata avanti felicemente con undici professori (dieci di ruolo e un supplente) e zero, dicasi zero, studenti. E che facevano i docenti al posto di far lezione? Difficile da stabilire, di sicuro percepivano lo stipendio. Di qui lo spreco, di qui l’ispezione, (a seguito di denuncia giornalistica), di qui la condanna, mite, affissa nella bacheca del pubblico ludibrio alla voce «trasferita».

La storia di ordinaria follia burocratica comincia a dipanare i suoi assurdi capitoli alla fine di febbraio.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=276388

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