Londonde’s Weblog

Giugno 30, 2008

Serbia, i socialisti tornano al governo con gli europeisti di Tadic

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Gli eredi di Slobodan Milosevic si apprestano a traghettare la Serbia nell’Unione europea: il leader socialista serbo Ivica Dacic ha annunciato a Belgrado di aver accettato di formare una coalizione di governo con il blocco europeista guidato dal Partito democratico del presidente Boris Tadic, a più di 40 giorni dalle elezioni politiche dell’11 maggio scorso. Divenuti ago della bilancia dopo il voto che ha assegnato al blocco europeista di Tadic la maggioranza relativa vicina al 40% dei voti, il 10% in più dei radicali nazionalisti antieuropei, i socialisti del delfino di ‘Slobo’, che finì i suoi giorni in una cella di massima sicurezza dell’Aja, hanno scelto così di accelerare l’avvicinamento di Belgrado a Bruxelles in linea con le aspirazioni della maggioranza degli elettori. Dacic, che peraltro somiglia talmente al vecchio capo che un tempo si mormorava malignamente a Belgrado che fosse suo figlio segreto, ha sciolto la riserva in favore di Tadic dopo aver flirtato a lungo con il Partito democratico di Serbia (Dss) del premier uscente Vojislav Kostunica e con gli ultranazionalisti del Partito Radicale (Srs) di Toma Nikolic. Ma due giorni fa aveva annunciato di aver interrotto improvvisamente i colloqui con il blocco nazionalista «per diversità di vedute» sull’adesione della Serbia all’Ue. La decisione aveva fatto temere un nuovo ricorso alle urne, anche se la stampa serba rivelava l’esistenza di un canale ’segreto’ di dialogo tra i socialisti e gli europeisti.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76545

Israele tratta con Hezbollah per le salme dei due soldati

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Il governo israeliano ha approvato a larga maggioranza lo scambio di prigionieri con il Partito di Dio libanese, Hezbollah, per riportare a casa i corpi dei due soldati rapiti nel luglio 2006, all’origine – almeno ufficialmente – dell’invasione del Libano a sud del fiume Litani. È stato il premier israeliano Ehud Olmert ad affermare domenica, per la prima volta, che i due militari israeliani rapiti da un commando Hezbolah oltre confine – Eldad Regev e Ehud Goldwasser -sono morti. L’accordo, raggiunto con la mediazione tedesca, prevede che in cambio dei due militari Israele liberi un noto guerrigliero libanese, Samir Kantar, in carcere dal 1979, che uccise in un attentato due agenti israeliani e un uomo con il figlio di 4 anni. Eldad Regev e Ehud Goldwasser furono rapiti il 12 luglio 2006 in un’incursione oltre frontiera da parte di un commando di miliziani di Hezbollah in territorio israeliano. Israele allora decise la linea dura e iniziò una guerra di terra durata 34 giorni e che si concluse con la mediazione delle Nazioni Unite tramite i caschi blu dell’Unifil e la ritirata delle truppe israeliane. I due militari per cui ufficialmente era scoppiato il conflitto però non fecero mai ritorno a casa. Anche se il loro rilascio continuò a essere ufficialmente richiesto alle milizie sciite libanesi. Ora Olmert ammette: «Per quanto ne sappiamo i soldati non sono vivi. Le prove suggeriscono che morirono nel raid in cui furono catturati o poco dopo».

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76708

Sciopero dei tir scongiurato, trovato l’accordo sull’autotrasporto

Archiviato in: some news — Tag:, , , , , , — londonde @ 6:22 pm

C’è l’accordo sulla vertenza dell’autotrasporto. Ed è stato, così, scongiurato lo stop dei tir per cinque giorni, a partire dal 30 giugno, che avrebbe potuto avere un peso insostenibile per il Paese. Il governo si è impegnato per 200 milioni di nuove risorse e ad accelerare i provvedimenti per rendere spendibili quelle già previste per il settore: in totale si potrebbe arrivare a circa 600 milioni.

Un accordo difficile, ha detto il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, «ma alla fine riteniamo sia stato raggiunto un risultato soddisfacente per la categoria, che vive un momento di grave difficoltà dovuto soprattutto all’incontrollato aumento del greggio». Il protocollo d’intesa, che prevede contenuti normativi ed economici, riguarda «la tutela della sicurezza stradale e la regolarità del mercato dell’autotrasporto di cose per conto di terzi». Gli aspetti normativi riguardano disposizioni straordinarie per l’adeguamento automatico del prezzo del gasolio e per il pagamento fissato tassativamente a 30 giorni delle fatture. Sarà l’Osservatorio sul settore a indicare l’incidenza dell’aumento del carburante. Gli effetti del provvedimento saranno sottoposti a verifica dopo un anno dalla sua entrata in vigore. Previste per i committenti inadempienti sanzioni come l’esclusione per un anno dai benefici fiscali, previdenziali e finanziari e l’esclusione per sei mesi dagli appalti pubblici.

Per la parte economica, c’è la conferma delle risorse già previste e alcune non ancora quantificate, già destinate all’autotrasporto come 116 milioni per gli investimenti, l’impegno a presentare un emendamento per consentire la spendibilità per un triennio delle risorse destinate al trasferimento del trasporto sulle cosiddette autostrade del mare (dovrebbero ammontare a 77 milioni all’anno); il rimborso di parte dei pedaggi relativi al 2006; l’emanazione nei tempi necessari di un provvedimento per riportare il livello di accisa a 403 euro per mille litri (recuperando gli incrementi dal giugno 2007, che consente quindi il rimborso di 7 euro ogni mille litri per un totale di 56 milioni); destinazione delle risorse necessarie per il ricambio dei veicoli circolanti con altri meno inquinanti (Euro 5) per gli anni 2007, 2008, 2009 (circa 70 milioni); reperimento delle risorse aggiuntive dal fondo previsto dalla manovra ora in Parlamento, per favorire una riduzione di costi di pedaggio.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76609

Il Paese dei misteri

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Alla fine tutto imploderà come il collasso di una stella. E i misteri d’Italia diventeranno uno soltanto: gigantesco, indicibile, totalizzante. Una sorta di totem italiano davanti al quale ammettere la nostra sconfitta di cittadini, di italiani e di uomini. E li rivedremo tutti, come in una apocalisse criminale e ambigua come in un girone dantesco delle vittime dei misteri: Salvatore Giuliano e Gaspare Pisciotta, Enrico Mattei e Wilma Montesi; ci sarà Michele Sindona, e poi Roberto Calvi, e Aldo Moro, e i morti di Bologna, e i morti di Piazza Fontana, e il commissario Calabresi. E l’elenco, troppo lungo, arriva fino a quella ragazzina con il nastrino in testa: quindici anni e una passione per la musica. Una famiglia semplice e umile. Si chiamava Emanuela Orlandi. Il papà scomparso nel 2004 era un dipendente del Vaticano. Lei una ragazzina come tante. Era nata il 14 gennaio del 1968, era astigmatica ma si vergognava di portare gli occhiali in pubblico, suonava il flauto, e il 22 giugno di venticinque anni fa, con ogni probabilità, sale su una Bmw verde tundra station wagon e scompare. Mai più trovata. Qualche ora prima telefona alla sorella più grande per dirle che le era stato offerto di promuovere prodotti di profumeria Avon, a un prezzo altissimo, 350 mila lire di allora, e non sapeva se accettare. La sorella le consiglia di lasciar perdere. Cosa succede, e cosa sappiamo di questa storia? Di fatto, niente. Non sappiamo neppure se Emanuela Orlandi è viva o morta.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76575

Quando l’ordine non è ferocia

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Alto, bianchi i pochi capelli, dritto come un fuso, Carlo Mosca, 62 anni, è stato nominato prefetto di Roma, in sostituzione di Achille Serra il 2 settembre del 2007. Esattamente due mesi dopo quella nomina, il primo di novembre, moriva per una violenza indicibile e assurda Giovanna Reggiani, seviziata da Nicolae Romulus Mailat, cittadino romeno che viveva in un campo rom abusivo a poca distanza dalla stazione di Tor di Quinto, teatro del delitto. A quell’epoca l’antica tolleranza dei romani era già stata scossa da un altro terribile fatto di cronaca. In un impeto di violenza generata da un diverbio in metropolitana la giovane prostituta romena Doina Matei aveva ucciso, conficcandole in un occhio la punta dell’ombrello, Vanessa Russo, una ragazza romana sua coetanea. Il prefetto, studioso e docente di diritto e procedura penale, nel mentre nell’opinione pubblica e nella politica monta il tema dell’emergenza sicurezza venata di sentimenti di intolleranza e di xenofobia, mantiene la barra dritta. «Roma – sostiene – ha tanti problemi ma l’emergenza è dove c’è il terrorismo, dove si combatte la criminalità organizzata, basta andare a Napoli o a Palermo». A Roma bisogna «essere rigorosi con i delinguenti», lui dice proprio così, con l’accento meridionale che forse risale ai tempi dell’accademia militare dell’Annunziatella dove si è formato. Colpire i delinquenti è dunque il suo leit motiv: nota, della delinquenza che viene da fuori, la sproporzione fra l’obiettivo che magari è rubare un portafogli – e la violenza inusitata usata per raggiungerlo.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76719

La fine del Parlamento

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In un momento (quanto mai prezioso) di sincerità Silvio Berlusconi ha illustrato la funzione dei «suoi» parlamentari a Montecitorio e a palazzo Madama: quattro o cinque teste pensanti, e tutti gli altri addetti a premere i pulsanti. Si era in campagna elettorale e forse neppure da unto del signore egli avrebbe immaginato che il voto degli italiani, rinforzato dal porcellum, gli avrebbe consegnato una sontuosa maggioranza di 54 senatori e di 58 deputati. Tutti nominati dall’alto. Tutti riconoscenti. Tutti allineati e coperti. E infatti, adesso, il Parlamento funziona come un orologio svizzero.Bastano pochi minuti e il Consiglio dei ministri approva per acclamazione i desiderata del presidente-proprietario, confezionati in forma di legge dagli avvocati e consulenti a libro paga. Dopodiché il ministro che recita la parte del proponente (in genere Alfano) illustra alla stampa riunita lo spirito della norma augurandosi che l’opposizione non faccia mancare il suo apporto (peraltro superfluo). E se invece l’opposizione sorda ai richiami del Paese rifiuta la generosa offerta di dialogo, pazienza. Poche settimane e con apposito calendario predisposto dalla maggioranza la legge desiderata diventa tale. Merito degli addetti alle pulsantiere, con il supporto dei «pianisti» che votano per due (non ce n’è bisogno ma è la forza dell’abitudine). Tutto questo con il controllo ferreo delle commissioni. Mentre vengono frapposti sempre nuovi ostacoli al diritto della minoranza di presiedere gli organismi di garanzia, a cominciare dalla vigilanza Rai.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76671

Il Cdm vara il Lodo Schifani bis: immunità per il premier

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Il Consiglio dei ministri ha approvato il cosiddetto “lodo Schifani bis”, il disegno di legge sull’immunità delle più alte cariche istituzionali. Il provvedimento garantisce così la sospensione dei processi penali in corso per le quattro alte cariche dello Stato (Capo dello Stato, presidenti di Camera e Senato, presidente del Consiglio) per tutta la durata del loro mandato per i reati non commessi nell’esercizio delle loro funzioni. Le norme, su sollecitazione del governo e per decisione della Conferenza dei capigruppo di Montecitorio, approderanno nell’Aula della Camera lunedì 28 luglio. Un provvedimento simile, approvato nel 2003, era stato giudicato incostituzionale dalla Corte Costituzionale. La differenza con la prima versione del lodo Schifani, il bis stabilisce che le vittime potranno proseguire la loro azione in sede civile in maniera preferenziale. I soggetti istituzionali interessati, inoltre, potranno rinunciare, volendo, all’immunità. L’opposizione aveva respinto la proposta avanzata per il Pdl da Gaetano Pecorella, legale del premier, di andare in tempi brevi all’approvazione del Lodo, con disponibilità dell’opposizione, senza nemmeno passare attraverso la norma di sospensione dei processi inserita nel decreto sicurezza. «Non c’è e non ci può essere nessuno scambio», ha detto il ministro della Giustizia del governo ombra Pd, Lanfranco Tenaglia. Antonio Di Pietro ha annunciato opposizione al “Lodo-bis”, mentre il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini ha confermato la volontà di bloccare la norma salva-processi, ma disponibilità ad affrontare il tema immunità delle più alte cariche dello Stato.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76652

Giugno 28, 2008

Maroni: «Schederemo anche i bambini rom con le impronte»

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Anche i bambini. Nei campi nomadi tutti, proprio tutti dovranno sottoporsi alla schedatura delle impronte digitali. Come se fossero in carcere. Ed è difficile riuscire a spiegare, come tenta il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che «non si tratta di una schedatura etnica». Il titolare del Vicinale parla davanti alla commissione Affari Costituzionali della Camera e ribadisce che a tutti gli abitanti dei campi nomadi, compresi i minori, saranno prese le impronte digitali per il censimento dei residenti nei campi, ma assicura che «non si tratta di una schedatura etnica, bensì di una ulteriore garanzia per la tutela dei loro diritti e per garantire a chi ha il diritto di stare in Italia migliori condizioni di vita». Il ministro ha però rassicurato (sic) che le forze dell’ordine quando andranno nei campi per effettuare il censimento saranno accompagnate dal personale della Croce Rossa italiana e dai servizi sociali dei Comuni. «Prenderemo le impronte anche dei minori, in deroga alle attuali norme, proprio per evitare fenomeni come l’accattonaggio. Non sarà certo una schedatura etnica – ha ripetuto il ministro – ma un censimento vero e proprio per garantire a chi ha il diritto di rimanere di poter vivere in condizioni decenti. E mandare invece a casa chi non ha il diritto di stare in Italia». Maroni nell’occasione ha spiegato che solo a Roma ci sono «almeno 50 campi dentro il Grande Raccordo Anulare».Bernardini (Radicali-Pd): per i ‘pianisti’ era umiliante.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76599

Titolo :

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Lupi grigi sono un movimento estremista nazionalista turco ritenuto responsabile dell’attentato a Giovanni Paolo Sembra infatti che vi facesse parte anche l’attentatore di quest’ultimo, il terrorista Ali Acgà. Il movimento, che in alcuni quartieri di Istambul gestisce moschee e organizzazioni commerciali, è rappresentato ufficialmente dal partito MHP (Partito d’azione nazionalista) che ha ottenuto un buon successo elettorale alle elezioni parlamentari del 1999. Da una costola del movimento è sorto il gruppo ultranazionalista Nizami Alem (‘l’ordine dell’universo’), attivo nel fornire aiuti agli indipendentisti ceceni e legato alle organizzazioni fondamentaliste libanesi. Hanno tra i loro fondamenti ideologici l’ideale del panturchismo, o turanismo, cioè l’unione di tutte le popolazioni turche in un’unica entità, la xenofobia per le minoranze etnico religiose turche e un generale atteggiamento militarista e parafascista.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76536

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