Londonde’s Weblog

Novembre 3, 2008

Baroni e piloti, privilegiati in rivolta

Archiviato in: news usa — Tag:, , , — londonde @ 2:05 am

«Antiproletari di tutta Italia, unitevi!». Questo è lo slogan appropriato per un certo tipo di proteste che ormai dilaga nella penisola. I privilegiati sventolano bandiere rivoluzionarie, dicono basta alle repressioni di cui si proclamano vittime, danno esempio di impeti ribelli tra l’attonito sgomento e silenzio degli umili con mille euro al mese. Su virtuali barricate campeggiano oggi i baroni universitari e i piloti dell’Alitalia.
Non che siano stati i primi a lanciare, dopo aver sbocconcellato qualche tartina al salmone, inni guerrieri. I magistrati, che per motivi non ben comprensibili – pur essendo per arruolamento, studi e mentalità, del tutto simili alla massa dei burocrati – godono di un trattamento economico e di uno status privilegiato, strillano sempre alla minaccia fascista. E si scagliano contro un ministro che addirittura vorrebbe verificare se lavorano. I boiardi dell’amministrazione – del tutto incapaci di renderla efficiente – si strappano le vesti se appena uno dei loro troppi privilegi viene scalfito, e se si arriva al punto di voler proporzionare la carriera al merito. Del resto categorie superprotette del «pubblico impiego», certe che il loro datore di lavoro non fallirà mai, hanno scioperato assai più intensamente dei metalmeccanici e dei tessili.
Con i docenti universitari e con il personale di volo dell’Alitalia siamo – almeno così mi sembra – a un punto di non ritorno, o quasi, di questa deriva elitarpopulista.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302961

Novembre 2, 2008

Arriva Auger, il Beethoven del blues

Archiviato in: news online — Tag:, , , , — londonde @ 3:37 pm

Un pezzo della Londra anni Sessanta, di quella cresciuta a whisky, blues e rock and roll, approda stasera al Blue Note per raccontare la storia di quella gloriosa epoca e proiettarla nel presente. Arriva (per due concerti, uno alle 21.30 e uno alle 23) Brian Auger, il re dell’organo Hammond, che sa fondere nel suo sound la callosità del blues, l’impeto del rock e l’estro improvvisativo del jazz.L’anno prossimo Auger compirà settant’anni, spesi a portare la musica in giro per il mondo. Il suo volto ilare e sempre aperto al sorriso, rubizzo e incline all’alcool come ogni bravo inglese (anche se lui è nato in India) non dimostra l’età a dispetto del fisico appesantito. Lui resta un animale da palcoscenico, anticipatore del jazz rock che, col suo magico organo Hammond B3, ha accompagnato tutti i grandi, dall’armonicista Sonny Boy Williamson ai Led Zeppelin, da Eric Burdon a Jimi Hendrix, agli Yardbirds con Eric Clapton. Nel 1965 insieme a Rod Stewart, al vate Long John Baldry e a Julie Driscoll formò la sua prima band, gli Steampacket, e ancora oggi in concerto, quando suona i classici dell’epoca, dice: «ai tempi in cui i romani invasero la Britannia scrissi questo brano». I suoi ricordi non scivolano mai nella nostalgia: «Londra negli anni Sessanta era il centro del mondo. Una sera in un club riuscii a vedere Billie Holiday. All’epoca suonavo ancora la pianola, poi passai al pianoforte e infine alle tastiere».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302889

Hamilton teme il Brasile più di Felipe Massa

Archiviato in: info news — Tag:, , , , , — londonde @ 1:16 pm

nostro inviato a San Paolo

Okay, va bene, c’è Felipe Massa, eroe casalingo che si gioca il mondiale in casa, ma c’è qualcosa che non torna se in pista, accanto a piloti e macchinette, corre anche il razzismo. Succede qui, in Brasile, a San Paolo, sentitissima vigilia del duello finale tra Hamilton e il ferrarista. Il team inglese ha infatti ammesso che, anche in conseguenza di certi riferimenti razziali nei confronti del loro pilota di colore, è stato approntato un cordone di sicurezza attorno all’hotel in cui risiede. Non solo. Hanno spiegato che il ragazzo è «vagamente consapevole» di questa ostilità.
Non è bello. Tanto più il giorno successivo alla goliardata di un sito spagnolo che ha invitato i navigatori a gettare in pista chiodi virtuali che fermassero la corsa di Hamilton (90mila contatti, sito oscurato dalla Fia e poi riacceso). Gesto, questo, che ha fatto tuonare persino un deputato laburista perché il governo spagnolo stigmatizzasse quell’atto «stile voo-doo che può destabilizzare il pilota» ha detto. E di atti ne sono stati fatti parecchi. Alcuni attori di un programma tv locale hanno nell’ordine: gettato un gatto nero finto nel taxi guidato da Hamilton per beneficenza, mostrato la t-shirt della squadra più perdente del Brasile, il Vasco de Gama, e gli hanno regalato un dvd tarocco dal titolo «Come perdere» interpretato da Barrichello.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302836

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