Londonde’s Weblog

Marzo 12, 2009

Il partito del «sì» censurato dal vicesindaco «dittatore»

Archiviato in: great news — Tag:, , , , , — londonde @ 9:09 pm

(…) Perché dopo le dichiarazioni sulla questione, Pissarello ha pensato di replicare ai consiglieri che, chi era intervenuto, aveva «espresso emozioni personali, non avendo cognizioni tecniche in merito. La giunta, pertanto, proseguirà nella sua direzione». Come dire, «Cari ragazzi, vi siete sfogati. Ma abbiamo già deciso». Le parole di Pissarello hanno fatto ribollire i consiglieri presenti, a partire dal capogruppo dell’Ulivo Umberto Lo Grasso, primo a prendere parola per censurare l’atteggiamento dell’assessore alla mobilità. «Il vicesindaco deve avere rispetto per il consiglio che riporta il pensiero dei cittadini -denuncia Lo Grasso-. La scelta della giunta è scellerata e non fa altro che peggiorare il traffico». La linea di Lo Grasso è anche quella di Aldo Praticò (An) e Raffaella Della Bianca (Fi) che oggi presenteranno una mozione che riporti la giunta a rispettare gli orientamenti del consiglio: «Non si concretizza nulla -denuncia Praticò-. Pissarello deve avere rispetto per i rappresentati dei cittadini e quando viene in consiglio potrebbe evitare di continuare a parlare maleducatamente al cellulare e stare a sentire i nostri pareri». Della Bianca allarga il discorso e approfitta dell’autogol del maldestro difensore della porta del sindaco per richiamare l’attenzione sul piano della mobilità, presentato pochi mesi dopo l’inizio della «nuova stagione» e mai attuato: «Tram in Valbisagno, metropolitana leggera, bike sharing sono alcuni dei temi previsti che questa amministrazione ha lasciato nel cassetto», attacca il capogruppo azzurro che tornando sulla questione corsie gialle rincara la dose, «non vado in moto ma capisco l’esigenza di dover aprire alle due ruote le corsie: è una misura di sopravvivenza».

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335269

Caselli bloccati e traffico in tilt, quando la protesta diventa «antipatica»

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(…) sia attraverso la Regione sia per vie parlamentari con senatori e deputati di Pd e Pdl che da mesi stanno cercando di risolvere i problemi legati ai vitalizi di centinaia di pensionati facendo pressione sul governo. I lavoratori del Consorzio autonomo del porto contestano per i rimborsi chiesti dall’Inps. Una situazione esplosa nei mesi scorsi che vede coinvolti centinaia di ex lavoratori del Porto il cui ente previdenziale è diventato l’Inps solo dagli anni ’80. Prima a gestire le pensioni dei portuali era un ente autonomo che aveva parametri differenti su calcolo e gestione del sistema pensionistico. Il conflitto tra le due gestioni ha portato l’Inps a chiedere, a distanza di vent’anni e più, rimborsi record e riduzione degli assegni mensili alla quale i pensionati si oppongono. La protesta degli ex dipendenti Ansaldo è più articolata e contesta la decisione, da parte dell’Inps, di bloccare alcuni vitalizi in attesa di pronunciamenti da parte della magistratura su procedimenti in corso, e richieste di rimborsi per lavoratori che avrebbero usufruito di pensioni legate ai benefici per l’esposizione all’amianto alle quali non avrebbero avuto diritto. Proteste legittime o meno che però stanno mettendo ogni giorno a rischio il lavoro di migliaia di genovesi che, per le proprie attività, devono spostarsi in città. Così come visite specialistiche negli ospedali, trasferimenti verso le scuole, esami universitari da sostenere o, ancora, colloqui di lavoro o viaggi in aereo saltati all’improvviso per quel «tappo» tra levante e ponente che strozza il traffico.

Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=335268

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