Erano eroi del quotidiano, lontanissimi da casa, ma capaci di ricordare che esistono i doveri e non solo i diritti, sono lo specchio di un popolo che spesso indulge a dipingersi come pavido e opportunista, ma che è invece capace di gesti di grande eroismo, come quello di Fabrizio Quattrocchi, il fornaio senza diploma che ci ha mostrato “come vive un italiano” (nelle parole di George W.
Di fronte alle scuole distrutte in Afghanistan dai talebani con il loro islamismo apocalittico, di fronte alle bambine a cui viene gettato acido in faccia, di fronte alle mine piazzate al passaggio di un gruppo di alunni.
Siamo andati in Afghanistan per difenderci in una guerra che ci è stata dichiarata e per confermare, combattendo il terrore, quel che siamo: uomini e donne liberi, figli di quest’occidente che più che geografia, è destino e storia.
Sono gli italiani migliori, che esercitano la difesa in divisa e che cadono, prima sotto i colpi dei banditi di Saddam a Nassiryah, e poi dei tagliagole talebani a Kabul.
Fonte:
http://www.ilfoglio.it/zakor/215