Certo, la giustizia costituisce un tema più caldo di un forno a legna, è un argomento in grado di accendere gli animi più di mille comizi nelle piazze, ma il ritmo da moviola con cui leader e dirigenti di partito stanno affrontando la questione delle regionali 2010, risulta francamente singolare anche agli occhi degli osservatori più scafati o disincantati.
Ma dal momento che quasi tutti gli esperti di politica hanno le stesse probabilità, di azzeccare una previsione, che hanno i pronostici dei giornalisti sportivi sulle partite della schedina, è accaduto che l’Udc, non solo ha resistito alla tenaglia bipolare di Pdl e Pd, ma oggi si ritrova ad essere più corteggiata di Miss Italia dopo la proclamazione a Salsomaggiore: tutti la vogliono, tutti la cercano.
A differenza del Pd di Dario Franceschini, partito-pivot che si dichiarava veltronianamente a vocazione maggioritaria (traduzione: il segretario del partito sarà automaticamente il candidato premier), il Pd di Pierluigi Bersani si presenta come un partito-playmaker, quindi non come un partito maggioritario (traduzione: il segretario non sarà il candidato premier, questa carica verrà offerta a un alleato centrista) smanioso di fare l’asso pigliatutto.
A detta di alcuni, Vendola ha avuto l’opportunità di ipotecare la sua ricandidatura alla presidenza un paio di anni fa, al battesimo del Pd: avesse aderito alla nuova formazione con l’obiettivo di rappresentarne l’anima più di sinistra, oggi nessuno, dal centro di Casini, obietterebbe nulla alla sua ricandidatura a presidente.
Fonte:
http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/notizia.php?IDNotizia=287887&IDCategoria=2682