Un pezzo della Londra anni Sessanta, di quella cresciuta a whisky, blues e rock and roll, approda stasera al Blue Note per raccontare la storia di quella gloriosa epoca e proiettarla nel presente. Arriva (per due concerti, uno alle 21.30 e uno alle 23) Brian Auger, il re dell’organo Hammond, che sa fondere nel suo sound la callosità del blues, l’impeto del rock e l’estro improvvisativo del jazz.L’anno prossimo Auger compirà settant’anni, spesi a portare la musica in giro per il mondo. Il suo volto ilare e sempre aperto al sorriso, rubizzo e incline all’alcool come ogni bravo inglese (anche se lui è nato in India) non dimostra l’età a dispetto del fisico appesantito. Lui resta un animale da palcoscenico, anticipatore del jazz rock che, col suo magico organo Hammond B3, ha accompagnato tutti i grandi, dall’armonicista Sonny Boy Williamson ai Led Zeppelin, da Eric Burdon a Jimi Hendrix, agli Yardbirds con Eric Clapton. Nel 1965 insieme a Rod Stewart, al vate Long John Baldry e a Julie Driscoll formò la sua prima band, gli Steampacket, e ancora oggi in concerto, quando suona i classici dell’epoca, dice: «ai tempi in cui i romani invasero la Britannia scrissi questo brano». I suoi ricordi non scivolano mai nella nostalgia: «Londra negli anni Sessanta era il centro del mondo. Una sera in un club riuscii a vedere Billie Holiday. All’epoca suonavo ancora la pianola, poi passai al pianoforte e infine alle tastiere».
Fonte: http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=302889