Il governo israeliano ha approvato a larga maggioranza lo scambio di prigionieri con il Partito di Dio libanese, Hezbollah, per riportare a casa i corpi dei due soldati rapiti nel luglio 2006, all’origine – almeno ufficialmente – dell’invasione del Libano a sud del fiume Litani. È stato il premier israeliano Ehud Olmert ad affermare domenica, per la prima volta, che i due militari israeliani rapiti da un commando Hezbolah oltre confine – Eldad Regev e Ehud Goldwasser -sono morti. L’accordo, raggiunto con la mediazione tedesca, prevede che in cambio dei due militari Israele liberi un noto guerrigliero libanese, Samir Kantar, in carcere dal 1979, che uccise in un attentato due agenti israeliani e un uomo con il figlio di 4 anni. Eldad Regev e Ehud Goldwasser furono rapiti il 12 luglio 2006 in un’incursione oltre frontiera da parte di un commando di miliziani di Hezbollah in territorio israeliano. Israele allora decise la linea dura e iniziò una guerra di terra durata 34 giorni e che si concluse con la mediazione delle Nazioni Unite tramite i caschi blu dell’Unifil e la ritirata delle truppe israeliane. I due militari per cui ufficialmente era scoppiato il conflitto però non fecero mai ritorno a casa. Anche se il loro rilascio continuò a essere ufficialmente richiesto alle milizie sciite libanesi. Ora Olmert ammette: «Per quanto ne sappiamo i soldati non sono vivi. Le prove suggeriscono che morirono nel raid in cui furono catturati o poco dopo».
Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76708